Il bilancio: un concerto ben orchestrato

Il bilancio: un concerto ben orchestrato

Strumenti ad arco, a fiato, a percussione, a tastiera ed a pizzico.

Un abile direttore d’orchestra.

 Gli spartiti. Una melodia da interpretare.

 Ecco come viene costruito un bilancio, soprattutto nelle grandi aziende.

Il bilancio non viene determinato solo dalla funzione amministrativa in senso stretto. Il contabile è responsabile della corretta attribuzione dei costi e ricavi per competenza. Ma non può avere evidenza di tutti i fatti aziendali. A fronte di tutti gli ordini di acquisto emessi ai fornitori, non può sapere quali prestazioni sono state effettuate/merci consegnate e quali no. Quindi è necessario interpellare chi ha fatto gli ordini. Come? Chiedendo a chi ha fatto l’ordine di certificare se la prestazione è stata effettuata in conformità con quanto richiesto (a seconda del sistema informativo aziendale, lo chiederà in maniera differente).

I PM dei vari progetti devono avere evidenza dei SAL fatti con i clienti per certificare l’avanzamento della commessa ed i ricavi da iscrivere a bilancio.

Se si ricevono fatture per costi non sostenuti (magari per un noleggio specifico cessato), solo il tecnico/responsabile del servizio potrà contestare la fattura e dichiarare che quei costi non sono dovuti, la fattura non è da pagare ed è necessario richiedere nota di credito.

Scrivere gli spartiti non è semplice: è necessario tenere conto dei componenti dell’orchestra, degli strumenti di cui dispongono e delle attitudini di ogni singola funzione. È necessario avere una buona conoscenza di tutti questi elementi prima di scrivere lo spartito.

Ed è necessario avere un direttore d’orchestra riconosciuto, che conosca la melodia e possa guidare tutta l’orchestra, dettando tempi e modi.

Magari la prima prova non è soddisfacente, ma una volta rodata, l’orchestra saprà interpretare anche delle variazioni non semplici al primo ascolto!

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